Salvia nemorosa Caradonna Pink
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Descrizione del prodotto
La Salvia nemorosa Caradonna Pink porta il nome di un celebre cultivar, Caradonna, dato a una salvia dei boschi dal violetto intenso, molto apprezzata e piantata negli ultimi anni. È giunto il momento di una variante con fiori rosa. Piccola salvia perenne e tozza dalla fioritura precoce, risale fino all'autunno a patto di eliminare con le cesoie i fiori appassiti. I suoi spighe rigide e sottili appaiono già dal mese di maggio, con bottoni rosa scuro che si aprono in molteplici fiori miniaturizzati di un rosa più tenue, regalando una sensazione rosa in due tonalità. I fusti di colore porpora scuro conferiscono all'insieme una bella intensità. Questa piccola perenne poco esigente tollera la siccità e anima i massicci soleggiati e i vasi fioriti per quasi 6 mesi.
La Salvia nemorosa è una perenne della famiglia delle Lamiacee o Labiate. È una specie nativa dell'Europa centrale e dell'ovest dell'Asia. 'Caradonna Pink' è uno dei suoi numerosi cultivar. La sua altezza adulta non supera i 50, anche 55 cm in fiore, 40 cm per il fogliame, per 30 cm di larghezza. Questa perenne si sviluppa da una rosetta prostrata di foglie ovali, ruvide, increspate, di un verde molto scuro, dai margini dentellati, aromatiche al tocco. Mostra un portamento cespuglioso, compatto, molto ramificato e ben solido. La fioritura inizia a maggio e prosegue fino ad agosto. Si ferma nel pieno dell'estate quando il terreno è secco, per poi riprendere a settembre se si è provveduto a tagliarla dopo il primo sbocciare dei fiori. Dalla ciuffo di fogliame si ergono steli portanti grappoli terminali sottili, ricchi di numerosi piccoli fiori (0,5 a 1 cm) di un rosa tenue, con brattee di un porpora scuro. I bei spighe di fiori ricchi di nettare fanno la felicità delle farfalle e delle api.
La salvia Caradonna Pink è una eccellente candidata per l'ornamento delle terrazze e dei balconi, ma anche un'ospite privilegiato dei massicci senza manutenzione. Facile da coltivare ovunque in Italia, è anche una delle salvie più rustiche, e in quanto tale una formidabile perenne da giardino che non deluderà. Resiste a tutto, al vento, al freddo, al caldo e ai terreni poveri. È splendida in compagnia delle rose. Si abbina perfettamente con fogliami grigi di artemisie in terreni asciutti o porpora come quello del Physocarpus opulifolius Lady in Red in terreni più freschi o ancora con il fogliame verde anisato dell'alchemilla. Si abbina bene anche con piante dai fiori rosa e leggeri, sia tono su tono che in contrasto con la sua intensità, come la verbena hastata Rosea, che la sovrasta in tutta la sua altezza, la lavatera arbustiva Barnsley o il Penstemon digitalis Dakota Burgundy.
Con più di 900 specie di annuali, perenni e arbusti a legno tenero, diffuse in tutto il mondo, tranne nelle regioni molto fredde e nelle foreste tropicali, il genere Salvia è il più ricco della famiglia delle lamiacee. Il nome Salvia, che risale all'epoca romana, deriva dal latino salvus "sano" per allusione alle virtù medicinali della salvia officinale.
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Salvia nemorosa Caradonna Pink in foto...
Fioritura
Fogliame
Porto
Botanici
Salvia
nemorosa
Caradonna Pink
Lamiaceae
Orticola
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Il Salvia nemorosa Caradonna Pink si pianta da ottobre a marzo, escludendo il periodo di gelo, con uno spaziamento di 40 cm in un terreno ben drenato, anche sassoso, in pieno sole o mezz'ombra. Questa pianta apprezza il calcare e tollera una certa siccità. Non gradisce terreni pesanti e saturi d'acqua in inverno che potrebbero danneggiarne la rusticità. In inverno, aggiungete un leggero compost a base di letame o altra materia organica. Potatela a 20 cm alla fine dell'inverno prima della ripresa della vegetazione. Attenzione alle lumache che possono attaccare i giovani germogli. A nord della Loira e nelle regioni umide, utilizzate una "pacciamatura" minerale (ghiaia, pomice, ciottoli...) spessa da 4 a 6 cm per drenare il colletto della pianta. In queste condizioni, può resistere fino a -25°C. Per preservare la vitalità della salvia, è bene dividere la pianta dopo 3 anni. Piantate le nuove piante in un terreno ben lavorato: per migliorare un terreno un po' troppo povero, mescolate un po' di terriccio per piante orticole.
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La rusticità è la temperatura invernale più bassa che una pianta può sopportare senza subire gravi danni o addirittura morire. Tuttavia, la rusticità è influenzata dalla posizione (zona riparata, come un patio), dalla protezione (copertura invernale) e dal tipo di terreno (la rusticità è migliorata da un terreno ben drenato).